BANDO PER LE IMPRESE · Piemonte

Csr 2023-2027. intervento per la produzione biologica (sra 29). bando 2026

Scheda pubblica di un bando scaduto. Il termine indicato era il . La pagina resta disponibile per consultazione.

BP
Ente
Regione Piemonte
Territorio
Piemonte
Scadenza

DESCRIZIONE PUBBLICA

Descrizione completa del bando

Il bando della Regione Piemonte riguarda l’intervento SRA 29 del CSR 2023-2027, denominato “Pagamento al fine di adottare e mantenere pratiche e metodi di produzione biologica”, per la campagna 2026. L’avviso è rivolto agli agricoltori che operano nel territorio regionale e finanzia due azioni distinte: l’Azione 1 “Conversione all’agricoltura biologica” e l’Azione 2 “Mantenimento dell’agricoltura biologica”. La dotazione pubblica complessiva è pari a 600.000 euro, ripartita in 200.000 euro per l’Azione 1 e 400.000 euro per l’Azione 2; il finanziamento è coperto da quota UE FEASR, quota Stato e quota Regione. Le domande di aiuto/pagamento per il 2026 sono presentabili tramite il sistema informativo SIAP, con modelli informatici predisposti nell’ambito del sistema gestionale “Sviluppo Rurale 2023-2027”. Il bando attua gli obiettivi della PAC relativi a clima, ambiente, uso sostenibile delle risorse, biodiversità e qualità delle produzioni biologiche, e applica i criteri di ammissibilità, i livelli di premio e gli altri elementi definiti nel CSR regionale, nonché i criteri di selezione già sottoposti al parere del Comitato di monitoraggio regionale. Gli impegni hanno durata triennale e decorrono dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028. La scadenza per la presentazione delle domande, aggiornata dal decreto MASAF del 15 maggio 2026, è fissata al 30 giugno 2026; le domande trasmesse fino al 25 luglio 2026 sono considerate tardive e soggette a riduzione dell’1% per ogni giorno di ritardo, mentre oltre tale data sono irricevibili, salvo le eccezioni previste dalla normativa richiamata. Il provvedimento precisa inoltre che il sistema informativo è operativo dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale, che le disposizioni possono essere modificate o integrate dal Settore competente e che, in caso di modifiche dell’intervento o di non ammissibilità in graduatoria, il richiedente non può vantare pretese nei confronti dell’Amministrazione.