BANDO PER LE IMPRESE · Nazionale
Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026
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- Ente
- Invitalia
- Territorio
- Nazionale
- Scadenza
- Non indicata
DESCRIZIONE PUBBLICA
Descrizione completa del bando
Il Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026, richiamato nel materiale Invitalia e disciplinato dal DPCM 19 maggio 2025 e dal relativo Avviso pubblico, è un intervento di sostegno alle attività economiche finalizzato a contrastare fenomeni di deindustrializzazione nei territori comunali di competenza dei consorzi industriali individuati dal decreto. La misura opera in regime de minimis e mette a disposizione risorse per finanziare investimenti di imprese manifatturiere già insediate nelle aree ammesse, oppure intenzionate a insediare nuove unità produttive negli stessi territori. In base alla ripartizione prevista, le risorse sono assegnate principalmente al Consorzio industriale del Lazio e al Consorzio per lo sviluppo industriale Piceno Consind; per il Lazio il decreto ripartisce 100 milioni di euro complessivi, suddivisi in 20 milioni per ciascuna delle cinque componenti territoriali ex consortili, mentre 20 milioni sono destinati al Piceno Consind. Gli investimenti agevolabili devono riguardare almeno uno tra ristrutturazione o realizzazione dell’immobile produttivo, ammodernamento e ampliamento per innovazione di prodotto e di processo, digitalizzazione dei processi, investimenti immateriali, riconversione di attività a elevato impatto ambientale verso modelli più sostenibili e avvio di nuove unità produttive. Sono ammissibili le spese sostenute dall’8 maggio 2024 fino al 31 dicembre 2028, con riferimento a macchinari, impianti, arredi, attrezzature, beni immateriali, opere murarie e impiantistiche strumentali; l’Avviso esclude varie categorie di costo, tra cui consulenze specialistiche, leasing, beni usati, terreni e fabbricati, costi di funzionamento, formazione, trasporto, imposte e altre spese non strettamente connesse al progetto. Il contributo è concesso come sovvenzione a titolo di aiuti de minimis e può arrivare fino al 100% delle spese ammesse, con un massimale di 300.000 euro per impresa. La domanda si presenta esclusivamente online tramite la procedura informatica del soggetto gestore, con accesso tramite SPID, CNS o CIE; è richiesta la firma digitale del legale rappresentante, una PEC attiva e l’indicazione del CUP, che viene rilasciato in sede di presentazione e deve comparire sui giustificativi di spesa. La concessione avviene secondo l’ordine cronologico di presentazione e l’erogazione è prevista in unica soluzione dopo il completamento e il pagamento integrale degli investimenti, con possibilità di anticipazione fino al 50% previa fideiussione. Il progetto resta soggetto a controlli, monitoraggio, vincoli di stabilità per almeno tre anni e possibile revoca in caso di irregolarità o mancato rispetto degli obblighi.